258 ERGASTOLI AL PADRONE ASSASSINO DELL'ETERNIT!!!
La Corte Costituzionale ha preso, la sera di mercoledì venti luglio, la sua decisione in merito alla possibilità di processare il padrone svizzero dell’Eternit per l’omicidio di 258 persone, tra ex lavoratori della sua azienda e cittadini dei luoghi sui quali insistevano stabilimenti della stessa.
I giudici della Consulta hanno stabilito che l’assassino extracomunitario potrà subire un procedimento, con l’imputazione di omicidio doloso, per il decesso di quelle centinaia di persone che sono mancate – a causa del tumore tipico dell’esposizione all’amianto, il mesotelioma pleurico – dopo la pronuncia della sentenza definitiva del processo originario.
Con questo pronunciamento, cadono le assurde pretese per cui i legali dell’avvelenatore – Astolfo Di Amato e Guido Carlo Alleva – pretendevano che il serial killer non potesse subire un nuovo processo, argomentando che secondo la Legge italiana non si può mettere sotto accusa una persona due volte per lo stesso motivo: il principio così detto “ne bis in idem”.
Certamente questa sentenza non rappresenta altro che una vittoria in fase preliminare del processo: ora tocca fare le dovute ‘pressioni’ alla futura Corte perché si pronunci nella direzione di far pagare un minimo di quanto dovuto a colui che – secondo quanto affermato da suo fratello in occasione della sua testimonianza al precedente procedimento – già dagli anni cinquanta conosceva la nocività dell’asbesto, ma non ha mai fatto nulla per sospendere la sua lavorazione.
Bosio (Al), 23 luglio 2016
Stefano Ghio - Rete sicurezza Alessandria/Genova
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